1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 85 | nella Manica, che in qualche modo rassomiglia all’Adriatico, ogni punta è fortificata su ambe le coste. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 86 | Nell’Adriatico purtroppo non si può escludere uno sbarco dopo che fosse abbandonata Venezia. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 87 | Parla degli ufficiali di marina allontanati dai posti combattenti; | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 88 | l’Italia deve valersi di tutti i suoi figli. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 89 | Si intrattiene sui danni avuti dalla marina mercantile, e dice che le comunicazioni nello Stretto di Messina non sono sicure. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 90 | Le nostre perdite crescono, a differenza di quanto succede presso i nostri alleati; e ciò è gravissimo, dato il nostro piccolo naviglio. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 91 | Conclude dicendo che il ministro della Marina deve avere maggiori poteri di quelli che gli sono rimasti; | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 92 | abbiamo bisogno di governi responsabili, e tanto più sarà responsabile allora il Parlamento. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 93 | LIBERTINI GESUALDO. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 94 | In ordine alla condotta della guerra si riserba parlarne in seduta pubblica, sulle comunicazioni del Governo, perché crede che il paese deve essere illuminato su quanto è accaduto sinora; | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 95 | ciò che non può ottenersi con la discussione in Comitato segreto, senza stenografi e senza resoconti pubblici. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 96 | Farà sul riguardo solamente alcune domande all’onorevole ministro della Guerra, e cioè: | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 97 | 1) Era a conoscenza il Comando supremo dello stato d’animo di alcuni reparti e di un quasi fraternizzamento dei nostri soldati con quelli austriaci, specialmente sulle linee che cedettero nella infausta giornata del 24 ottobre, dove le trincee nemiche erano a pochi metri di distanza dalle nostre: | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 98 | Dice di aver letto una lettera di un soldato nativo di un comune del suo collegio, che stava appunto su quelle linee, e che scriveva alla famiglia di non avere preoccupazioni per lui, perché ormai tutto era finito e presto si sarebbe avuta la pace essendo in ciò tutti d’accordo con gli austriaci. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 99 | 2) Se il Comando supremo conosceva questo stato di fatto, perché non si affrettò a prendere dei provvedimenti immediati, mentre si sa che il Comando austriaco, appena ebbe sentore di ciò, cambiò subito le truppe della sua fronte, lasciandone un velo sottile perché continuassero il trucco coi nostri soldati: | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 100 | 3) È vero o non che nessuna sorveglianza si esercitava sulle nostre linee, anche di operazione, da parte di chi ne aveva il dovere, tanto che era possibile ad ognuno, anche estraneo alle truppe, di muoversi in tutti i sensi, anche nei punti più delicati del nostro fronte; | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 101 | ed è vero che questa incosciente fiducia o meglio colpevole desidia del Comando supremo fosse basata sulla convinzione che mai più gli austriaci avrebbero cercato di riprendere quello che avevano perduto: | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 102 | Così avvenne anche per l’avanzata nemica dal Trentino nel maggio dello scorso anno 1916. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 103 | Ed in proposito vorrebbe conoscere se è vero quello che si afferma da fonti autorevoli, cioè che il generale Brusati, in allora comandante della prima armata, ebbe ad avvisare il Cadorna sui preparativi che si facevano dal nemico su quella parte del nostro fronte e sulla nessuna preparazione a resistere da parte nostra, e che il comandante supremo abbia incaricato il generale Ugo Brusati, primo aiutante di campo di Sua Maestà il Re, di rispondere al fratello che non lo seccasse con queste sue insistenze e si togliesse dalla mente questa fisima di una possibile avanzata degli austriaci dalla parte del Trentino. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 104 | 4) Può assicurare che alla sede del Comando supremo, a Udine, si avesse la sensazione vera, precisa delle responsabilità che incombevano a chi dirigeva le operazioni di guerra del nostro esercito e se è vero che colà si conducesse una vita piuttosto spensierata, alla quale pigliavano parte anche delle signore aristocratiche, buone amiche del sottocapo di stato maggiore, generale Porro, ed una tra le quali porta lo stesso cognome di un alto funzionario del ministero degli esteri austriaco: | |