Voci della Grande Guerra

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1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
242Italia bella:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
243ecco qua i tuoi figli, eccoti le loro vite giovani:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
244prendile, son tue.
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
245Trasformale in cadaveri, volentieri:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
246non si ribellano:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
247ma l’Italia sarà grande, sarà bella:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
248non vedrai nessuno piangere:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
249non piangeranno le vecchie madri:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
250No, non piangeva la madre dei Gracchi, loro stesse, le buone vecchierelle bisognose di affetto e di cura, incitano i loro figli, sangue del loro sangue, alla lotta, fiere ed orgogliose.
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
251L’Italia fatta di eroi:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
252L’ultima lettera che mi hai scritto, mamma, mi ha commosso profondamente e la rileggo sempre con piacere.
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
253L’altro giorno, durante la traversata di un fiume, nel quale a momenti mi annego, questo tuo nobile scritto, che ho sempre con me, perché lo possa leggere nei momenti di sconforto e d’incertezza, si è sciupato:
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
254ma poi l’ho ricopiato e l’ho messo nel taschino interno del panciotto, in corrispondenza del cuore.
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
255È la mamma che parla, è la voce più sacra e sento che io, ora più che mai, sento di dover ascoltare.
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
256Mamma, durante la mia vita di giovane spensierato ti ho procurato dei dolori, dei dispiaceri ed alle volte molto gravi.
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
257Qualche volta ti ho visto piangere;
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
258credevi il tuo Emilio un perverso, forse, un gaudente, un’ozioso.
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
259No mamma: non lo fui mai;
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
260nelle mie vene non può scorrere altro che il sangue nobile tuo e del povero papà.
1980, Fontana, pp. 68-142

1980
La grande guerra: operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale
261Non fu mai il tuo Emilio, mamma, un figlio ingrato, e se qualche volta mancò, fu perché gli slanci impetuosi della gioventù, gli scatti irrefrenabili di chi sente di aver una vita sua rosea, lo faceva mancare senza alcuna intenzione iniqua e detestabile.