1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1005 | Si propone di esaminare i punti essenziali in cui si riassume l’ormai lungo dibattito. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1006 | La prima questione riguarda la politica militare e le cause del disastro di Caporetto con le conseguenti responsabilità. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1007 | Dai discorsi dell’onorevole ministro della Guerra la Camera non ha appreso né l’entità delle conseguenze, né lo svolgersi degli avvenimenti né le cause precise di essi. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1008 | L’esposizione dell’onorevole ministro evita, nonché di risolvere, anche di proporre solamente il vero quesito che appassiona l’opinione pubblica: | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1009 | le misure prese dal Comando, malgrado errori e deficienze, erano tali da proteggere i confini dall’invasione, come i comunicati annunziavano: | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1010 | Gli errori del Comando furono tali che, senza la coincidenza di cause morali, il disastro si sarebbe ugualmente avverato: | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1011 | Comprende le difficoltà di dare una risposta sicura nell’attuale condizione e cogli elementi d’informazione raccolti, né seguirà il sistema di portare alla Camera fatti anedottici e questioni personali o di addentrarsi in discussioni tecniche, nelle quali l’oratore e la Camera sono incompetenti, ed è facile cadere in contraddizioni, come allorquando qualche oratore ha accusato il Comando per le offensive di maggio e di agosto, e l’onorevole ministro ha lasciato in dubbio se non sia da criticarsi la rinuncia all’offensiva di ottobre. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1012 | Tuttavia l’onorevole ministro, per quel che disse e per quel che tacque, pose a carico del Comando una parte di responsabilità. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1013 | Sia essa preponderante o no, nelle tristissime conseguenze, basta per disapprovare che il generale Cadorna sia stato mandato nel Consiglio di guerra interalleato a Parigi. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1014 | Vi sono dei grandi errori che generano un piccolo danno, e vi sono dei piccoli errori che generano un danno enorme: per la sanzione i due casi si equivalgono. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1015 | Ma è da notare che qui si crea inavvertitamente un equivoco. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1016 | Non si tratta invero di affermare ora la necessità di punire il generale Cadorna, si tratta di giustificare il provvedimento per cui fu inviato, e ancora rimane, in un organo che controlla e coordina i Comandi dei vari paesi. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1017 | Devesi tener conto ancora che il generale Cadorna ha indubbiamente ridotto al nulla il servizio dello stato maggiore, non ha mai convocato Consigli di generali, ha annullato le funzioni e l’indipendenza del ministro della Guerra, che ha un compito ben distinto ed importantissimo, ha cercato di porsi sopra al Governo del paese. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1018 | In tali condizioni gli errori si intraprendono a proprio rischio e pericolo, gli errori diventano colpa. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1019 | Il ministro della Guerra addusse a giustificazione del provvedimento: | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1020 | primo, che il generale Cadorna fu desiderato da Lloyd George; | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1021 | secondo, che bisognava tener conto degli elementi devoti al generale Cadorna, i quali rimanevano nei comandi. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1022 | Ma tali argomenti non hanno alcun peso in materia così grave. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1023 | Se Lloyd George invocava Cadorna a Parigi, noi non sappiamo, ad esempio, se egli non volesse con ciò assicurarsi l’allontanamento definitivo di lui dal Comando italiano, o non intendesse deprecare la maggiore iattura dell’invio del generale Porro. | |
1917, Camera comitato segreto, pp. 126-230 Camera dei deputati 1967 Comitati segreti sulla condotta della guerra: giugno-dicembre 1917 | 1024 | Quanto all' altro argomento, sono desiderabili delle spiegazioni, acciocché nessuno pensi che il Governo ha considerato la possibilità di atteggiamenti faziosi, che non bisogna né paventare né tollerare. | |