1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 276 | E da allora ài empito più pelle, vuotato più pelle, fregato meglio pelle. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 277 | E se mi parli non mi sai parlar altro che di questo empir pelle e vuotar pelle e fregar pelle che ti è stata la vita. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 278 | E allora io mi accompagno col mio trombettiere contadino, invece. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 279 | Che à un’anima tanto ricca che trabocca in poesia, quando mi racconta il combattimento contro la miseria ch’è stata la sua delle vite. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 280 | Viaggi e battaglie di un contadino italiano contro la miseria. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 281 | E mi porta le notti sul piroscafo quando dormiva sopra la caldaia e i piattini gli facevan la musica per compagnia; | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 282 | e mi fa veder la barchetta di salvamento nel naufragio, che quando faceva cocuzzolo l’acqua saliva come un uccellino. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 283 | Vado con lui dove lavorava, tra i neri che vogliono bene ai gentili italiani, perché li fanno passar sui marciapiedi e no camminare come i cavalli nel mezzo di strada; | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 284 | quando accettava anche i lavori sforzati: sott' acqua dieci ore, e scendeva a cercar la collina di sabbia per far passare lo stima, e portava con sé la bocca della macchina fino alla collina e poi drincava tre volte, a segno che la bocca doveva mangiare. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 285 | E si è francato 5500 lire in tre anni, cibato onesto. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 286 | Ma mai perdeva il colpo di lavorare, né il colpo di mangiare. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 287 | Neanche la festa che spendevano i paesani. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 288 | Lui trovava una scusa per restar tutto solo; — nel luogo straniero. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 289 | E si era fatto una casetta al paese — casanova — per poter prender moglie; che nessuno ridesse quando ha preso moglie «che non ho luogo da portarla, io». | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 290 | Invece la guerra è venuta; | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 291 | e la casa appena coperta s’è chiusa e la moglie è tornata a suo padre. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 292 | Ma quando va al borgo, per sussidio, lei passa alla casa nuova tra le spine e nel comò ripone — di frodo — qualche cinque lire per il suo uomo. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 293 | Perché non vuole che torni oltremare dopo. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 294 | Se scamperà questa guerra cattiva. | |
1919, Jahier, pp. 5-57 Jahier, Piero 1919 Con me e con gli alpini. Primo quaderno | 295 | L’ha portato alla casa serrata per la licenza invernale; | |