Il nostro soldato: saggi di psicologia militare Frase: #87
| Autore | Gemelli, Agostino |
|---|---|
| Professione Autore | Medico, religioso |
| Editore | Treves |
| Luogo | Milano |
| Data | 1917 |
| Genere Testuale | Saggio |
| Biblioteca | University of Illinois Library (Internet Archive) |
| N Pagine Tot | XII, 339 |
| N Pagine Pref | 12 |
| N Pagine Txt | 339 |
| Parti Gold | 25-34 (10) |
| Digitalizzato Orig | Sì |
| Rilevanza | 1/3 |
| Copyright | Sì |
Contenuto
Quando il pericolo d’ogni parte insidia il nostro umile fante, egli deve uscire dalla trincea, cogliere il frutto dell’opera altrui;
senza di lui il frutto, per quanto maturo, non può essere staccato.
Per far questo deve alzarsi sul parapetto della trincea dietro il quale è stato nascosto da tanto tempo, al sicuro;
dovrà camminare ritto come se nulla fosse, senza nessun riparo;
e il pericolo non è piccolo.
Il nemico, per quanto indebolito dal bombardamento di preparazione, tuttavia concentra suoi fuochi sulle ondate d’assalto.
E, quando il nostro fante giunge alla trincea nemica o ad una escavazione prodotta da un proiettile, ove può sostare e trar fiato per un nuovo sbalzo innanzi, si tocca come sorpreso di essere ancora vivo ad onta di tutto quell’inferno, e si accorge che non ha eseguito che la prima parte del suo difficile còmpito;