Taccuino di Caporetto : Diario di guerra e di prigionia (ottobre 1917-aprile 1918) Frase: #117
| Autore | Gadda, Carlo Emilio |
|---|---|
| Professione Autore | Scrittore |
| Editore | Garzanti |
| Luogo | Milano |
| Data | 1991 |
| Genere Testuale | Diario |
| Biblioteca | Biblioteca di Area Umanistica dell'Università di Siena |
| N Pagine Tot | 149 |
| N Pagine Pref | |
| N Pagine Txt | 149 |
| Parti Gold | 13-131 |
| Digitalizzato Orig | No |
| Rilevanza | 2/3 |
| Copyright | Sì |
Contenuto
la folla affamata era in uno stato di esasperazione. —
Decisero di eleggere uno in sostituzione di Garbellotto:
e questo fu Piazza, il nostro capo camerata, (lo scultore che sembra Giacomo Leopardi). —
Intanto il generale Fochetti, uno dei due prigionieri, e Farisoglio, per l’interessamento di Bruno, e per esser io abbastanza amico di Tecchi (ufficiale d’ordinanza di Fochetti) avevano scelto me. —
Quando io seppi dell’elezione, lasciai il posto, a cui ancora non avevo acceduto, a Piazza.
Questi però, e giustamente, voleva rimaner solo ufficiale in cucina, per aver solo la responsabilità.
Ma Garbellotto, con poca delicatezza forse, appoggiato da raccomandazioni presso i tedeschi, non volle smuoversi.