Taccuino di Caporetto : Diario di guerra e di prigionia (ottobre 1917-aprile 1918) Frase: #2027
| Autore | Gadda, Carlo Emilio |
|---|---|
| Professione Autore | Scrittore |
| Editore | Garzanti |
| Luogo | Milano |
| Data | 1991 |
| Genere Testuale | Diario |
| Biblioteca | Biblioteca di Area Umanistica dell'Università di Siena |
| N Pagine Tot | 149 |
| N Pagine Pref | |
| N Pagine Txt | 149 |
| Parti Gold | 13-131 |
| Digitalizzato Orig | No |
| Rilevanza | 2/3 |
| Copyright | Sì |
Contenuto
E lentamente m’incamminai con Cola, dietro noi Sassella, il mio caro e fedele attendente, e De Candido, che Cola aveva scelto per attendente lì per lì, poiché egli conosceva bene il tedesco; lasciando Ghezzi.
Sassella portava il mio sacco, De Candido quello di Cola.
Io guardavo qua e là tentato ancora di prendere la via dei monti:
ma altra truppa tedesca sopraggiunse proprio allora dalla strada di Caporetto:
prima un orribile sottufficiale, tipo di sgherro e di assassino insieme, stese la sua pattuglia al margine del prato ove stavamo:
fece ispezion' arm ai suoi 8 o 10 soldati, carichi di un pesante sacco, stanchi.
Uno appariva sfinito e implorava un po’di riposo: