Taccuino di Caporetto : Diario di guerra e di prigionia (ottobre 1917-aprile 1918) Frase: #1812
| Autore | Gadda, Carlo Emilio |
|---|---|
| Professione Autore | Scrittore |
| Editore | Garzanti |
| Luogo | Milano |
| Data | 1991 |
| Genere Testuale | Diario |
| Biblioteca | Biblioteca di Area Umanistica dell'Università di Siena |
| N Pagine Tot | 149 |
| N Pagine Pref | |
| N Pagine Txt | 149 |
| Parti Gold | 13-131 |
| Digitalizzato Orig | No |
| Rilevanza | 2/3 |
| Copyright | Sì |
Contenuto
qualche fucile, delle selle. — (La ricerca affannosa e la realtà senza scampo).
Cap. 30. —
Giunti sul ciglio dell’Isonzo attraverso i prati soleggiati dal sole delle 11, e sparsi di muli randagi, seppimo che anche il ponte di Ternova era stato fatto saltare.
In ogni modo ripiegammo lievemente a sinistra per poter scendere alla riva del fiume e risalirlo fino a Ternova o passarlo se in qualche punto fosse possibile a guado. —
Piegammo dunque un po’a sinistra, verso Caporetto, costeggiando il ciglio d’erosione, per alcune centinaia di metri;
ricordo che Mazzoleni Salvatore, il ciclista bergamasco della Val Seriana, bravissimo ragazzo, trascinava un mulo trovato randagio per ordine di Cola.
Io ne feci prendere un altro a Tognela Aristide (Valtellinese di Tirano, credo) classe 97;